Dai treni a vapore ai Tav
Cento anni di società italiana.
Dal primo novecento, quando l'Italia unita muoveva i primi passi verso un'identità nazionale, alle sfida dei giorni nostri, con l'alta velocità e la richiesta di servizi sempre più competitivi. Il centenario della creazione delle Ferrovie dello Stato, nate nel 1905 dall'unione delle varie compagnie regionali che nell'ottocento gettarono i primi binari nel suolo dell'Italia pre-unitaria, cade quando le Fs si trovano di fronte a una nuova sfida, chiamate a lasciarsi alle spalle l'eredita' delle inefficienze del passato e ad essere sempre più competitive, fra contenimento dei costi, nuovi investimenti e innovazione tecnologica.
“Da alcune centinaia di chilometri di rete su cui correvano i treni a vapore - ha detto il presidente e amministratore delegato delle Ferrovie Elio Catania aprendo i lavori del convegno ospitato dal Cnr e dedicato a Ferrovie e società - oggi il sistema ferroviario è diventato un complesso organismo nutrito da sofisticate tecnologie in continua evoluzione e miglioramento”.
Un gruppo impegnato “in uno sforzo straordinario d'investimenti” per “tenere il passo con l'Europa”. Una “enduring company”, una compagnia che dura – sottolinea Catania - che lavora ai suoi prossimi 100 anni e che ha affrontato periodi difficili e sa far quadrato”.
A enumerare le sfide del passato è stato il presidente di Trenitalia Gianfranco Legitimo, sottolineando il ruolo delle Ferrovie nell'unificazione sociale e linguistica delle Fs, al pari della scuola e della Tv. Legitimo ha anche affrontato il tema del taglio delle risorse, con le tariffe bloccate da anni. “Le decisioni spettano alla politica - ha sottolineato - noi siamo un'azienda che deve poter contare su redditi di impresa. Abbiamo fatto il massimo sforzo sul fronte della riduzione dei costi. Ora abbiamo bisogno di uno sforzo e di comprensione da parte del sistema Paese”.
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