Grazie all'uso di supercalcolatori, come già avvenuto nella simulazione del
tessuto cerebrale umano, è stato possibile organizzare
milioni di atomi digitali per creare un modello perfetto di virus completamente "virtuale" e al contempo "funzionante".
Finora, come fanno sapere i portavoce della
National Science Foundation,
"gli scienziati non erano mai riusciti a spingersi oltre la simulazione
informatica di poche cellule": il virus "virtuale" sarebbe la prima
simulazione completa di una forma di vita.
Il
modello messo a punto è infatti dotato di tutti gli elementi che
compongono un virus: dal "guscio" proteico, detto capside, fino al
codice genetico contenuto al suo interno. La
potenza di calcolo richiesta dalla simulazione, che "vive" in maniera perfettamente funzionale, è enorme.
Klaus Schulten, alla guida del team dell'
Università dell'Illinois che ha creato il virus virtuale, è riuscito a mantenere "in vita" la simulazione soltanto per
50 nanosecondi.
"Per questa brevissima operazione avremmo dovuto impiegare almeno 35
anni di calcolo ininterrotto di un semplice sistema desktop", ha
sottolineato Schulten.
Con la giusta potenza di calcolo, i
modelli virtuali di virus ed altri organismi di base potranno essere
utilizzati per mettere a punto
vaccini e farmaci antivirali: un nuovo spiraglio nella lotta all'epidemia di HIV?
La
simulazione matematica ed informatica di forme di vita potrà essere
realizzata senza problemi "soltanto a partire dai prossimi anni",
aggiunge Schulten, "quando saranno disponibili nuovi apparati di
calcolo ancora più potenti". Per il momento, il
miracolo della vita è ancora troppo distante per essere emulato da un calcolatore elettronico.
Tommaso Lombardi