La duna degli orsi
Data: Giovedì, 12 maggio @ 09:42:31 CEST
Argomento: Miti e leggende


E' un fenomeno sociale che ha cambiato regole e volto a "Marina" e a tutta la riviera romagnola inventando un nuovo modo di vivere la spiaggia. Non per pubblicità ma per devozione a un mito. Per chi l'amava com'era prima del boom e per chi l'ama ancora.

Oggi il Bagno "la Duna degli Orsi" di Marina di Ravenna è conosciuto in tutta Italia, fa molto parlare di sè, ha assunto il ruolo di "fenomeno di costume" e per molti è ormai un mito moderno. E come per ogni mito che si rispetti, si pone l'esigenza di ricostruirne la genesi, lo sviluppo, la portata.

La Duna degli Orsi porta questo nome dal 1986; nato come ritrovo di surfisti, ha visto le prime feste svolgersi in maniera spontanea e improvvisata, frutto del desiderio di rimanere, fra amici, ad ascoltare di sera musica sulla spiaggia, godendosi lo splendido scenario naturale delle dune, della pineta e del mare. Dal 1994 è gestita da Roberto Tondini, un windsurfista che, dopo avere viaggiato a lungo (Hawaii, Barbados, Africa, Caraibi, Australia), ha accumulato un patrimonio di esperienze, di emozioni e di suggestioni che gli hanno ispirato una nuova e diversa idea della vita di spiaggia. Per questo la Duna si distingue per la sua concezione "fuori dai canoni usuali". Pochi ombrelloni in materiali naturali, per vivere tutto lo spazio della spiaggia e per vedere il mare anche dal bar; ottima musica; feste a tema che fanno continuare anche di sera la possibilità di ritrovarsi.

Con l'arrivo di Tondini è nata la consuetudine dell'Happy Hour (da tempo diffusa in tutti i paesi del mondo), che ha contribuito ad alimentare, tramite un inarrestabile passaparola, una grande confluenza di giovani a Marina di Ravenna non solo dalla città dell'entroterra, ma anche da lontano (Bologna, Modena, Parma, Milano, ecc.). Un fenomeno di dimensioni tali che non ha mancato di suscitare interesse da parte della grande stampa nazionale. Forse per la prima volta nella sua storia, Marina è diventata meta di un notevole movimento, facendosi preferire da un largo pubblico che in precedenza magari gravitava su località più rinomate della Riviera Adriatica; un fenomeno così impetuoso che non ha mancato di sollevare anche difficoltà e discussioni.

Ma ripercorriamo brevemente la sequenza degli eventi.

Nel 1996, i problemi che erano già nell'aria per via della consuetudine di ballare spontaneamente in spiaggia si acuiscono, e si arriva ad una forte multa e ad un'ordinanza comunale di chiusura della Duna per tre giorni a partire dal 20 Agosto. Ciò in base ad una interpretazione dell'art. 10 del Testo Unico della legge di PS, norma in verità ormai difficilmente decifrabile e scarsamente consona ai tempi, visto che risale addirittura al 1931. Il gestore Roberto Tondini dichiara alla stampa: "io non ho organizzato nessun intrattenimento danzante; sono in regola per trasmettere musica e nel mio Bagno non c'è pista da ballo nè ci sono luci psichedeliche. Se la gente si mette a ballare tra i tavoli e in spiaggia, io cosa devo fare? Questo è il cosiddetto ballo spontaneo, che gli stessi assessori comunali hanno affermato essere lecito".

Il problema non riguarda sola la Duna, ma anche gli altri Bagni, e coinvolge tutta la comunità de giovani, che si organizzano e, nel pomeriggio di domenica 25 Agosto, danno vita all'iniziativa "no music no life" (senza musica non c'è vita). In più di duemila si ritrovano sulla spiaggia di Marina di Ravenna e formano una catena umana lunga più di due chilometri, che al suono della musica che viene dagli altoparlanti dei Bagni pone all'attenzione di tutti la necessità di poter vivere in libertà il bisogno di aggregazione sulla spiaggia. È una manifestazione pacifica e gioiosa, che spinge le autorità comunali ad affrontare il problema.
Nel 1997 il passaparola richiama sulla spiaggia di Marina, e alla Duna in particolare, sempre più pubblico. Ormai sono giovani provenienti da varie parti d'Italia quelli che gremiscono la nostra spiaggia, scoprendo che a pochi chilometri dalle "cementificate" e standardizzate località del riminese esistono oasi di natura e di spontaneità, e subito preferendole. Un fenomeno che cresce maggiormente nel 1998, e che comincia ad interessare la stampa, comprese la grandi testate nazionali. Il quotidiano "La Repubblica" dedica al litorale di Marina e alla Duna un paginone, l'8 agosto di quell'anno, prendendo atto che è questa la nuova, vera località "trendy" della Riviera e del turismo giovanile. Altro che Rimini e Riccione, dice la stampa (e dicono migliaia di ragazzi); è qui la festa!

Tra l'altro, poco prima dei quell'articolo, nel luglio 1998, la Duna degli Orsi ha finalmente ottenuto dalla Commissione di Vigilanza per i Pubblici Spettacoli il "permesso di ballo": dopo quattro anni di discussioni e di battaglia, arriva dunque una grande vittoria.

Non mancano però alcuni "problemi di crescita": nell'Agosto dello stesso anno, i gestori sono costretti ad autosospendere l'happy hour, per smorzare l'impeto di ragazzi non clienti che hanno creato confusione e disturbo. Una decisione dolorosa presa con grande senso di responsabilità, che serve comunque a far superare il problema. Nel frattempo, la clientela della Duna diventa sempre più eterogenea dal punto di vista della provenienza: sulla nostra spiaggia si è creato veramente un grande polo di attrazione.

Ma non si fermano le discussioni e i problemi con le autorità. Il 31 luglio 2000, la Duna e altri Bagni subiscono nuove sanzioni e giornate di chiusura, sempre per il problema del "ballo spontaneo" al di fuori degli spazi e degli orari consentiti. Così il Sindaco di Ravenna interviene, reclamando attenzione anche da parte dei Carabinieri e delle altre Forze dell'Ordine, e chiarisce una volta per tutte che non può esserci repressione per un fenomeno libero e spontaneo, di cui i gestori dei Bagni non sono in alcun modo responsabili, e che in fondo non danneggia nessuno, anzi...

In quell'occasione, lo stesso Sindaco dichiara alla stampa: "Ricordiamoci che Marina è l'unica località della Riviera Romagnola in cui la spiaggia la notte sia aperta. Però durante il giorno i Bagni devono organizzare anche momenti sportivi, culturali, di lettura, di incontri con gli scrittori e di ristorazione, naturalmente".

La Duna l'ha preso in parola, riconoscendo il buon senso del suo invito, che in fondo va in una direzione che gli stessi gestori hanno più volte sostenuto. Così, oggi, la parola d'ordine è: NON SOLO HAPPY HOUR. Accanto all'ormai consolidato e frequentatissimo appuntamento del sabato e della domenica pomeriggio, cresce l'impegno per le feste a tema del mercoledì sera, si mette in moto un programma di ginnastica e salute sulla spiaggia, si amplia l'offerta della cucina, e si sta predisponendo, con l'aiuto di noti scrittori, un programma di incontri con prestigiosi autori e di letture alla luce della luna e delle fiaccole.

Chi l'ha detto che i giovani d'oggi vogliono solo birra? In realtà vogliono soprattutto stare insieme piacevolmente e liberamente, in tanti modi, che non escludono l'uno con l'altro: ed è questa la loro e la nostra grande forza.
Il mito dunque continua, cresce su se stesso, e chi ha fatto della Duna la sua vita, statene certi, sarà all'altezza della situazione.

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