Brain Box, progetto dell'Università di Manchester, per dar vita ad
un sistema multiprocessore che ricalchi quanto più possibile
l'architettura ed il funzionamento della rete neurale umana
Manchester - I ricercatori britannici dell'
Università di Manchester non si dedicano soltanto a bizzarre
simulazioni software
ma anche alla progettazione di hardware particolarmente
all'avanguardia. È il caso del progetto battezzato "Brain Box", che
mira alla creazione di un computer multiprocessore modellato attorno al
funzionamento del
cervello umano.
Una rete di neuroni verrà "riprodotta" in hardware grazie all'uso di un
grande numero di microprocessori: ciascuna CPU corrisponderà ad un
singolo neurone, ognuno interconnesso in un vero e proprio
network. Il punto forte di un'architettura a
rete neurale, ha spiegato a
BBC
il responsabile di Brain Box, Steve Furber, sta nella sua capacità di
funzionare anche se qualche neurone dovesse cessare di farlo.
"Il
nostro cervello continua a funzionare anche se una sua parte risulta
fuori uso", ha spiegato Furber, "perciò speriamo di poter utilizzare
questo principio per capire come progettare calcolatori in grado di
tollerare questo tipo di malfunzionamenti". La fault-tolerance è ben
nota in informatica e molte sono le tecnologie già messe in campo ma la
speranza dei ricercatori è di andare ben oltre.
Lo sviluppo del calcolatore costerà circa un milione di sterline e prevede l'uso di microprocessori
ARM e tecnologia
Silistix.
Brain
Box verrà poi utilizzato come strumento per la ricerca nel campo delle
scienze neurologiche. Furber ha infatti parlato del progetto come di
un'opporunità per "comprendere il funzionamento di certe dinamiche
percettive del nostro cervello", in particolare di quelle che "regolano
l'acquisizione di immagini da parte degli occhi".