nicola Moderatore


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Inviato: Gio 13 Ott, 2005 00:33 Oggetto: A caccia di laureati |
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Per ogni ingegnere che le aziende cercano, se ne laureano solo 0,03. Per ogni storico richiesto, se ne laureano 359
Non facciamo in tempo a goderci la festa di laurea che già scatta il “complesso da disoccupato”, ma la situazione in Italia non è sempre paragonabile a questa. Nel bene e nel male. Ad alcuni neolaureati bastano pochi minuti per trovare un lavoro, ad altri occorrono anni per sbarcare nel mondo del lavoro; la qualità dell’ateneo gioca la sua parte, ma molto dipende anche dal settore di studi prescelto e…dalla distanza dal Polo Nord alla quale si è nati.
Secondo i dati di una inchiesta di AlmaLaurea, un laureato in Ingegneria all’Università di Trento può guardare al suo immediato futuro con sufficiente tranquillità: passati 12 mesi, l’84% di questi laureati troveranno un’occupazione. Basta spostarsi sullo stretto di Messina, ed ecco che gli ingegneri sono un po’ meno tranquilli: tra gli ex, dopo 12 mesi, solo il 33,3% ha trovato lavoro. Se passiamo al settore umanistico, i numeri non cambiano di molto: nel Piemonte orientale ed a Trento il 76% dei letterati è al lavoro dopo 12 mesi; stesso campo di studi ma ecco che a Messina si ritorna giù fino al 31,2% o si sprofonda al 27,2% di Catania. I dati, ci avvertono anche dalle colonne del Sole 24 Ore, andranno monitorati in futuro con maggior attenzione, anche perché rilevazioni più complete saranno fatte già a partire dall’anno prossimo. Nel frattempo risulta evidente un trend molto preoccupante.
Non solo a Trento, ma anche a livello nazionale, sembra che le imprese siano “a secco di ingegneri”. Per ogni neolaureato che le aziende ricercano in questo campo, ne esistono solo 0,03 a disposizione sul mercato del lavoro. Dopo gli ingegneri, i più ricercati sono i laureati in Statistica (solo 0,69 laureati per ogni figura ricercata dalle aziende), poi gli esperti in Scienze economiche e bancarie (0,75) ed in Marketing (0,76). La laurea meno richiesta è quella in Storia: ogni “storico” che volesse conquistare l’assunzione, si prepari ad affrontare una competizione con 359 colleghi.
Tutti questi dati, neanche a dirlo, sembra non interessino i liceali alla ricerca di un percorso di studi gradito. Stabili, o in declino, le iscrizioni ai corsi che solo nominalmente ricordano la “scienza” – come se poi la Storia non fosse una scienza! -; resiste invece un andamento positivo per il numero di iscrizioni alla pecora nera delle assunzioni. Anche quest’anno le immatricolazioni alle facoltà di storia sono aumentate del 2,2%.
Le risposte da dare alle questioni sollevate, almeno speriamo, le daranno gli esperti. Noi ci possiamo solo augurare che la “scienza” non continui ad essere bistrattata ad ogni pie’ sospinto e, soprattutto, che il secolare divario tra Nord e Sud d’Italia si inizi a colmare proprio a partire dagli atenei. Proprio a partire da noi stessi.
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Tester1 Moderatore


Genere:  Registrato: Mar 08, 2005 Messaggi: 167 Località: Santarcangelo di Romagna (RN)

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